Manuale del Cliente – L’ORDINAZIONE (Seconda Parte)

Se non avete letto l’introduzione alla prima parte di questo capitolo, la trovate qui MANUALE DEL CLIENTE – Cap. 03 “L’ORDINAZIONE – Prima Parte”

Il momento è arrivato. Le carte sono state distribuite ora è arrivato il momento di mostrare cosa avete! Ancora pero ci sono degli accorgimenti da avere, per alcuni banali, per altri assurdi. Meglio non lasciare niente al caso:

1) PARLA UNO ALLA VOLTA
Il cameriere prende la comanda, non un cliente dal tavolo che fa da tramite.
Ognuno parla per sé.
Il tipico errore è quello, specialmente nelle grandi tavolate, di saltare un commensale o di inserire 2 volte lo stesso piatto.
Pertanto se qualcuno ordina – “4 SPAGHETTI ALLO SCOGLIO” – o se li mangia tutti lui, oppure dice solo ed esclusivamente cosa lui intende ordinare.
Nel momento in cui il cameriere cerca la vostra attenzione per prendere la comanda quindi sarebbe importante (e cortesia) che prestiate tutti attenzione per quel minuto, per far si che possa segnare le richieste di ognuno.

2) L’ORDINE DELL’ORDINE
Per noi è molto importante scrivere la comanda in base all’ordine con cui VOI, gradite che i piatti escano. L’antipasto da condividere all’inizio uscirà da solo o qualcuno vuole da subito la tagliata ben cotta perché è arrivato con la sola intenzione di mangiare un bel piatto di carne?
Sono questioni che non sempre al tavolo si riescono a decidere prima dell’arrivo del cameriere, per questo motivo conviene che a coordinare il tutto sia lui, anche per consigliare i tempi di uscita.
Bisogna a questo punto fare una parentesi.
Il nostro piacere e interesse (e anche della cucina) è quello di far uscire i piatti tutti insieme. Per fare si che questo avvenga il cameriere dovrà sempre tener conto di molti fattori mentre voi stabilirete cosa prendere, al fine di informarvi sui probabili tempi di attesa e consigliandovi eventualmente un cambio di ordine di uscita per velocizzare il servizio.
Nel vostro interesse.
Evitate inoltre di dire singolarmente quello che prendete mischiando prima e seconda uscita.
Il cameriere tenderà probabilmente ad un certo punto a fare il sunto della situazione ricapitolando il vostro ordine in base ad una distribuzione di priorità.
Esempio:
“Quindi ricapitolando signori, prima facciamo uscire i 3 antipasti con 5 piatti per condividere e le tagliatelle per il bambino, dopodiché seguiamo con i 3 spaghetti allo scoglio, 1 raviolo della casa e un’altra tagliatella e infine 2 fritti misti con 2 piatti vuoti e il filetto di spada ai ferri.
Perfetto!”

Facile no?

3) VARIAZIONI SUL MENU
Nella costruzione di una ricetta, che sia di un drink, una pizza, un piatto di pasta, si gioca sempre di più su equilibri di sapori, di morbido e croccante, di dolce e amaro, speziato o delicato. Si cerca insomma di coinvolgere più sensi mantenendo un equilibrio che nell’insieme renda comunque piacevole l’esperienza.
Vi potrebbe capitare di leggere per esempio su un menù un drink che contiene quel distillato o quel liquore che tanto vi piace, ma abbinato a qualcosa che proprio non sopportate (o a cui siete addirittura allergici).
Anche qui il cameriere, in quanto interprete di chi elabora cibo e bevande vi indicherà quando è possibile sostituire l’elemento incriminato con qualcosa che voi gradite o anche quando è “sconsigliato” (che a volte è la parafrasi di “SE LO CHIEDO IN CUCINA MI AMMAZZANO”) prenderlo con quell’elemento assente.
In un locale in cui ho lavorato servivamo un panino gourmet con al suo interno della cipolla caramellata che di fatto serviva a bilanciare l’intera ricetta, sgrassando e contrastando con il dolce il resto degli ingredienti.
Alcune volte capitò di ricevere richiesta di toglierlo.
A volte il cliente seguiva le indicazioni in altre insisteva per averlo in quel modo.
Nel secondo caso, in un paio di occasioni, quando chiesi se era stato di gradimento mi sentii rispondere – “Buono però in effetti gli mancava qualcosa…”
Sentitevi liberi di chiedere qualsiasi variazione ma poi fidatevi di cosa il cameriere vi consiglia.
È il suo lavoro.

4) LA FRETTA
I tempi di attesa in un ristorante è uno degli aspetti principali su cui un locale rischia la propria reputazione. D’altronde a nessuno piace aspettare, che si tratti di un antipasto, di fare la coda in autostrada o aspettare il proprio turno alle poste.
Mentre però nella vita quotidiana l’attesa è incontrovertibile e spesso non ce la si può prendere con nessuno, nei ristoranti i clienti hanno modo di farlo e quindi approfittano dell’occasione, per fermare un cameriere ogni tot minuti per sapere quanto ci vuole per il loro ordine.
DIRITTI: è vostro sacrosanto diritto sapere ed essere informati sui tempi di attesa. Anzi, qual ora voi stesse aspettando più del dovuto, chi segue il vostro tavolo dovrebbe avere premura di avvisarvi e magari spiegarvi il motivo di tale ritardo prima che siate voi a fare domande.
DOVERE: se non siete gli unici clienti da servire al ristorante, dovreste ragionevolmente pensare che l’insieme delle comande vengono gestite in cucina in modo da migliorare i tempi di uscita di TUTTI GLI ORDINI, compreso il vostro. Questo vuol dire che se nella vostra comanda c’è un piatto che richiede una lavorazione particolare, o magari l’uso esclusivo di una piastra o di fuochi in quel momento non disponibili, chi è al pass deciderà di cucinare i vostri piatti assieme a quelli di un tavolo che potrebbe aver ordinato dopo di voi ma con piatti simili.
In quel caso potreste dover aspettare 5 o 10 minuti in più del previsto.
Magari la prossima volta VOI, siete quel tavolo che avete ordinato dopo e, grazie a qualcuno che dovrà aspettare qualche minuto in più verrete serviti velocemente nonostante abbiate chiesto il risotto che richiedeva 25 minuti di attesa.
Sono equilibri che spesso cambiano di ristorante in ristorante, di menù in menù e capita anche che chi è dietro ai fornelli non sappia organizzare l’uscita dei propri piatti o semplicemente formulare una proposta che rischi meno di ingolfare il pass.
D’altra parte c’è da dire che esistono clienti che chiedono urgenza e poi restano ore al tavolo dopo che i loro piatti sono stati preparati con un’urgenza…quantomeno sospetta.
In entrambi i casi, che la cucina abbia sbagliato o che il cliente sia stato esigente senza validi motivi, chi ci va di mezzo sarà il cameriere che si troverà a discutere e scusarsi con entrambe le parti senza spesso avere alcuna colpa.
Se quindi l’attesa del vostro piatto non ha scusanti e come nel caso della coda in autostrada o dell’attesa alle poste non sapete con chi prenderla (perché il cuoco è in cucina e semplicemente non avete modo di accertarvi della situazione per come vi viene raccontata) non prendetevela con chi è in sala solo perché è “alla vostra portata”.
È vostro diritto parlarne con il ristoratore se ne avete modo al momento del conto o in un secondo momento tramite mail.
Sulle critiche e le recensioni però parleremo in un altro capitolo.

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