MORTI IN SERVIZIO

A inizio Ottobre un triste fatto di cronaca ha riguardato la morte di due poliziotti uccisi nella Questura di Trieste durante una sparatoria.
Nei giorni seguenti si parlò di morti in “servizio” e di quanti appartenenti alle forze dell’ordine morissero ogni anno mentre svolgevano il loro “servizio”.
Ho volutamente messo tra virgolette SERVIZIO, perché intendevo porre anche a voi lo stesso accento che mi ritornava in mente ogni volta che leggevo queste notizie.
SERVIZIO.
Chiamatela pure deformazione professionale ma ogni volta che sento quella parola penso ai SERVIZI che tutti noi facciamo ogni giorno, per quei 5, 6 anche 7 giorni su 7, a volte due volte al giorno.

Gestire OCCCA in questi 5 anni mi ha reso in qualche modo ricettore di informazioni sparse su tutto quello che riguarda il nostro settore. Se c’è un evento mi viene segnalato.
Se un datore di lavoro esercita soprusi su un dipendente, mi viene segnalato.
Se un dipendente si comporta male, mi viene segnalato.
Purtroppo, anche quando muore un collega, mi viene segnalato.
E non succede ahimè, così di rado.

Questa associazione di “MORTI” e “SERVIZIO” mi tornava quindi, in un modo macabro, come già sentita.

Così ho pensato di fare un’operazione semplice. Ho aperto google, e ho inserito alcune parole chiave (“morto”, “malore”, “cameriere”, “cuoco”, etc)  andando a effettuare la ricerca solo nello spazio temporale tra l’1 gennaio e il 31 dicembre 2018.

Cioè che ne risulta è un triste elenco che ho definito “LISTA GIALLA 2018″.

FIRENZE – 1 gennaio 2018
Lo hanno trovato morto la notte di Capodanno. L’uomo, albanese di 50 anni, proprietario del bar è morto forse per un malore.

PORTOFERRAIO – 7 gennaio 2018
Non sarà probabilmente necessaria neanche l’autopsia per stabilire la causa della morte di Nicola Goffredo. Pare che il 50enne, che lavorava come cameriere presso il ristorante pizzeria “Da Michele” a Portofrerraio, avesse accusato nei giorni scorsi un problema circolatorio, per il quale era stato anche ricoverato all’ospedale.

BOLOGNA – 11 gennaio 2018
Biglietti e fiori per il barista morto. William Cantoni, 68 anni, si è sentito male lunedì nel suo Caffé in via Vinazzetti.

AVERSA – 13 gennaio 2018
E’ deceduto improvvisamente, forse per un arresto cardiocircolatorio, il 25enne aversano Luciano Cellurale, che lavorava nella Caffetteria Pozzi, situata nelle vicinanze del Parco Pozzi di Aversa.

MIRANDOLA – 4 febbraio 2018
Aveva accusato un lieve malessere ma aveva continuato a lavorare come ogni sera. A fine turno ha abbassato la serranda della pizzeria Nuova Duomo, a Mirandola, ha salutato i dipendenti ed è tornato a casa. Lì è morto di infarto.
Aveva appena 49 anni Carmine Castiello, pizzaiolo molto stimato e apprezzato per l’abilità in cucina e l’ottima accoglienza che riservava ai clienti. Lascia la moglie e due figli.

PONTECAGNANO – 25 Febbraio 2018
Si schianta con l’auto contro un albero a Pontecagnano: muore cameriere 36enne.
Dai primi accertamenti sulla salma della vittima è emerso che il conducente dell’auto aveva un tasso alcolemico di oltre 2 g/l, ovvero di gran lunga superiore a quello consentito. E’ molto probabile, quindi, che il giovane abbia perso il controllo della vettura a causa dell’alba velocità.

FANO – 28 febbraio 2018
Era stramazzato a terra, in preda alle convulsioni, nel suo bar I King a Sant’Orso a Fano. I sanitari avevano provato a rianimarlo per 40 minuti, ma invano. L’autopsia aveva fatto chiarezza sulle cause della morte di Andrea Gramegna, 35 anni, sposato e padre di un bimbo di 6 anni. A ucciderlo, alle 21 circa del 3 febbraio 2017, era stata una sostanza stupefacente.

SANTA MARIA CAPUA VETERE – 3 aprile 2018
La notizia della morte di Luigi Romano, 36enne titolare del bar Coffee Break in via Avezzana a Santa Maria Capua Vetere, ha colto tutti di sorpresa. Un volto molto conosciuto nella città del Foro, scomparso tragicamente nel pomeriggio di martedì per un malore avvertito proprio mentre era all’interno del suo locale.

MISANO – 18 aprile 2018
Cristian ha frenato sul suo scooter Honda per evitare l’Alfa, ma il suo tentativo è fallito, è stato sbalzato ed è morto sul colpo nell’impatto con l’asfalto. Così ha perso la vita il giovane cuoco che in Romagna aveva trovato lavoro e si era trasferito da anni.

L’AQUILA – 28 maggio 2019
Giampietro Occhiuzzi, cameriere 64enne è morto domenica mentre stava lavorando in un ristorante di Morino, in provincia dell’Aquila. L’uomo, originario di Avezzano, sarebbe stato colpito da un malore nel pomeriggio, mentre al locale era in corso un banchetto. In sala era presente un medico che lo ha soccorso prontamente, ma purtroppo per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Il dramma si è consumato al ristorante Villa Elena di Morino in una domenica di maggio in cui il ristorante era gremito. Stando alle prime ricostruzioni, Occhiuzzi si sarebbe sentito male nel tardo pomeriggio, attorno alle 18. Sul posto sono intervenute anche due ambulanze del 118, mentre il comune di Morino ha fornito un defibrillatore. L’uomo è stato portato in cucina, lontano dagli occhi dei clienti, e i soccorritori hanno fatto il possibile per rianimarlo prima di dichiararne la morte.

LODI – 7 giugno 2018
Non si è presentato al lavoro. Un malore l’aveva stroncato nella sua abitazione di via San Giacomo, a Lodi. Alberto Moretti, giovane chef, che gli amici chiamavano “Pino”, è morto improvvisamente a soli 36 anni. Probabilmente a causa di un malore.

JESOLO – 9 giugno 2018
Schianto frontale, muore a 22 anni sulla strada di casa dopo aver terminato il turno di lavoro. Matteo Montagner, aiuto cuoco, aveva da poco terminato il turno e stava rientrando a casa per riposarsi, prima di riprendere il lavoro per le ore serali.

SORRENTO – 18 giugno 2018
Si tratta di Gaspare Esposito detto Rino 49 anni, maître al Ristorante La Lanterna amico di tutti e molto conosciuto in città, stroncato da un infarto improvviso. Inutili i soccorsi immediati sul posto e poi con l’arrivo in tempi brevi dell’autoambulanza.

FIRENZE – 27 giugno 2018
La notte scorsa è morto un ragazzo siciliano di 22 anni, Filippo Antonio Migliorino, originario del Ragusano, a Firenze per motivi di lavoro, cuoco al Grand Hotel Baglioni. Il dramma all’1.40. In sella al suo scooter si è scontrato con una macchina condotta da un 57enne, originario del Parmense.

CUSTONACI – 5 agosto 2018
Faceva lo chef Andrea De Lorenzo, aveva 43 anni, ed è morto poco prima che arrivasse a lavoro. L’incidente in cui ha perso la vita è avvenuto ieri mattina, a Custonaci, sulla sp18.

CARLENTINI – 17 agosto 2018
Un barman di Carlentini G.Z.33 anni, originario di Lentini, ma residente a Carlentini nel centro storico, ieri notte, si e’ tolto la vita, impiccandosi in cucina. Il corpo dell’ uomo e’ stato scoperto nella tarda serata di venerdi’ dai carabinieri di Carlentini e dai vigili del fuoco del distaccamento di Lentini intervenuti su richiesta dei familiari e del titolare del Bar del lungomare di Agnone Bagni, il quale lo avrebbe contattato telefonicamente senza risposta. L’ uomo, secondo la ricostruzione dei militari dell’ Arma, lavorava nel bar del lungomare di Agnone Bagni e da alcuni mesi soffriva di depressione a causa di alcuni problemi personali. Cosi’ senza destare alcun sospetto, venerdi, dopo aver inviato alcuni messaggi, si e’ tolto la vita.

CASCINA – 26 settembre 2018
Si è accasciato a terra a pochi passi dalla sua abitazione a Visignano, Gabriele Grossi, chef di 42 anni attivo in un ristorante di Pisa. Il giovane cuoco stava facendo jogging come spesso era solito fare.

AGLIANA – 2 dicembre 2018
Ha finito il turno in cucina, è uscito sul balcone per fumarsi una sigaretta, ed è stato colpito da un infarto fulminante.
E’ morto all’età di 55 anni Nicola Massenzio, residente a Prato, aiuto pizzaiolo al “Ristorante pizzeria da Salvo”, il locale sopra al circolo Scintilla, in via San Michele ad Agliana.

PATERNO’ – 11 dicembre 2018
Morto pizzaiolo mentre tornava a casa dopo serata di lavoro.
Stanotte Vincenzo tornava da lavoro era l’una e un quarto, forse un calo dell’attenzione o un colpo di sonno gli ha fatto perdere il controllo della sua macchina.

Ci sarebbero diverse premesse da fare ma ne farò solo 3.

1) di morti per incidente ne ho trovati molti più di quanti ne abbia riportati. Ogni anno muoiono migliaia di persone per incidenti stradali e tra questi è statisticamente plausibile che vi siano camerieri e cuochi, come dentisti o muratori. Molti di voi però sanno, forse per triste esperienza diretta, che quando si muore mentre si rientra da lavoro, alle 2 di notte, dopo un doppio di servizio, forse non è tanto statistico il dramma, ma va ricercato in uno stress psicofisico che andrebbe evitato.

2) non avevo mai fatto caso come sui necrologi si riportasse sovente il termine “malore” per definire la causa di morte. Non ho tutt’ora chiaro cosa si intenda per malore, anche se in alcuni casi pare si riferisca a un qualche tipo di problema cardiovascolare, problema a quanto pare estremamente diffuso nel nostro settore.

3) c’è poco da gioire se nel 2018 ci sono stati pochi suicidi. L’unico che ho trovato è il barista di Carlentini. Voi ne avevate sentito parlare fino ad oggi? Nemmeno io. Se non hai la stella non fa notizia. Fatto sta che il problema del BURNOUT non è ancora stato minimamente affrontato in Italia nel nostro settore.

Bene, fatto questo bagno di cinismo, andiamo sul pratico.
Già, perché mentre scorrevo pagine di necrologi e notizie di incidenti, come se non bastasse ho trovato un’altra notizia che mi era sfuggita.
Vi ricordate RIGOPIANO? Era il 18 giugno 2017 quando a causa di una valanga e di ipotizzata non idoneità della struttura portante dell’albergo, morirono 29 persone tra cui diversi colleghi.
Uno di questi, Gabriele D’Angelo, ha un fratello gemello che ha chiesto venisse riconosciuta la morte sul lavoro dall’Inail. Il 4 gennaio però scopro che l’Inail non ha riconosciuto la morte del cameriere Gabriele come “morte sul lavoro”.

Nel 2018 sono morti 12 carabinieri in servizio.
Nello stesso anno almeno 8 colleghi sono deceduti mentre erano in servizio.
Non vuole assolutamente essere né una gara né un comparazione ma un’analisi dei fatti.
Per i carabinieri, morti in SERVIZIO, conosciamo colpe e colpevoli.
In alcuni casi c’è stata perfino giustizia o comunque un risarcimento.

Di cosa è morto Nicola Massenzio? Forse è stata colpa della sigaretta di fine turno se ha avuto quell’infarto?
E Gaspare Esposito? Il maitre conosciuto in città, anche lui stroncato da infarto? Non stava fumando in quel momento ma chi può dirlo quanto abbia influito il suo personale stile di vita rispetto al lavoro?
Il barman di Carlentini soffriva di depressione a causa di problemi personali. Niente a che vedere con il burnout che riguarda le star dei fornelli quando decidono di calare il sipario a fine carriera, avvolti da una vita piena ed eccitante ma scarna di novità.
E Gabriele D’Angelo? A quanto pare quando la valanga di Rigopiano è arrivata doveva essere il suo giorno libero visto che non è stato dichiarato come morto sul lavoro.

Continuare non ha senso.
Un po’ come non ce l’ha la richiesta della Federazione Italiana Cuochi che dal Veneto, proprio nel 2018, ha tentato di far partire l’iter per far riconoscere il CUOCO come professione usurante.
Piuttosto che lavorare affinché un lavoro come il cuoco possa e debba essere fatto senza logorarsi, si cerca invece di consolidare questa realtà di sfruttamento facendosi elargire in cambio cosa? Una pensione migliore di buonuscita?

Ora come ora di certo io non ho alcuna soluzione.
Però magari parlarne è un’inizio. E iniziare a fare più attenzione un primo passo.

Fate attenzione per esempio, quando rientrate da lavoro, specialmente le notti dopo aver abbondantemente superato la decina di ore di “servizio”. O se avete bevuto una birretta di troppo con i colleghi a fine turno.
Investite sulla vostra salute. Fate dei controlli medici, specialmente superata una certa età.
Dirvi di smettere di fumare sarebbe superfluo.
Ma andare dal vostro medico, spiegargli che lavoro fate, chiedere se ci sono analisi e controlli da fare per tenere sotto controllo tutti quelli che possono essere i rischi legati alla postura, al carico dei pesi e ai chilometri camminati, per non parlare del pericolo più nascosto, quello psicofisico.
I dolori alla schiena che non sapete se partono dalle scarpe logore, da quel dente che non avete ancora sistemato, al condizionatore che vi spara sempre l’aria sul collo all’ingresso del locale.
Tutto questo spesso è avvolto da un sottile film composto da tutti i vaffanculo che vi siete tenuti dentro, a torto o ragione.
Se non volete perdere il lavoro per uno sfogo di troppo, fatevi comunque curare, sennò poi non prendetevela con nessuno se farete la fine di Giampietro.
Chi è Giampietro?
Appunto.

  1. 9 settembre 2006… Giorgio Cardia si spegne dietro il bancone da pizzaiolo, inutili i soccorsi… Quel malore di cui le notizie parlano ha colpito anche lui… Mio zio, 54 anni ci ha lasciati così… Un abbraccio a tutte le famiglie di chi come noi li ha visti andar via troppo presto e per quei maledetti malori

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