10 cose da sapere se vuoi fare “LA STAGIONE”

Le 10 cose da sapere prima di partire per la stagione estiva.

1) Probabilmente ti chiederanno di lavorare 7 giorni su 7. Il che significa che se trovi un lavoro con un giorno di riposo settimanale, consideralo un bonus con il quale valutare il posto.

2) Generalmente durante la stagione si guadagna di più. Quel “più” molto spesso è in nero o fuori busta. Fino a qualche anno fa l’unica richiesta era avere un contratto di almeno 3 mesi per poter così prendere la disoccupazione straordinaria, poi MiniAspi, infine Naspi. Il succo non cambia comunque, più contributi hai, più disoccupazione prendi.
Oh, certo, poi c’è anche il discorso pensione, per la quale i contributi sono fondamentali. Qualcuno ci spera ancora, ma fare la “stagione” è di solito una cosa temporaneae generalmente si mira più al netto del proprio guadagno che al lordo. Fate le vostre valutazioni.

3) Sei mai stato in vacanza in campeggio per un lungo periodo? Dopo una settimana il vicino di tenda ti sembra un amico di vecchia data. Durante la stagione vai oltre. Ti sembrerà realmente di avere una seconda famiglia. Dopo le prime settimane, capirai che passerai ogni giorno fianco a fianco con la tua brigata, con la quale volente o nolente condividerai spazi, bagni, problemi, interessi, birre, sigarette, accendini, coltelli, ragazz…no ecco, datevi un limite magari.
Però è importante capire fin da subito che andrete oltre la semplice convivenza, quindi scegliete anche in base a questo il posto dove lavorare oltre che al quanto vi pagano.

4) Una volta trovato il tuo posto e aver iniziato la tua stagione cerca di capire le dinamiche interne tra i dipendenti, e tra i dipendenti e la proprietà. Game of thrones ti sembrerà una favoletta da bimbi in confronto. Scoprirai che anche dentro al tuo locale c’è la spia, il traditore, il ladro e l’assassino, il re e il cavaliere. Cerca di capire che personaggio sei all’interno della brigata e affermalo prima che siano gli altri a determinarlo, perchè poi quello sarai fino ad ottobre!

5) Droghe. Non prendiamoci per il culo. Nella ristorazione lo sappiamo tutti che dalla marijuana alla cocaina, passando anche per l’abuso di alcool, la questione droga è largamente presente.
Bene, durante una stagione estiva questo fattore si amplifica, visto che anche lo stress aumenta, e cosa da non sottovalutare, si lavora in contesti turistici dove l’uso di certe sostanze aumenta così come lo spaccio delle stesse. Non siamo qui ne a fare prediche ne a dirvi quali vizi avere e quali no. Però una cosa sentiamo di poterla dire.
La mattina vi dovrete alzare ad una certa ora, ed essere pronti per il servizio, mentalmente e fisicamente.
Qualsiasi cosa facciate a fine lavoro, non deve ricadere sul servizio del giorno dopo. Anche sapersi gestire in questi casi vuol dire essere professionisti (o quantomeno diventarlo).

6) Lingue. Alle pomiciate ci arriveremo dopo, adesso intendiamo parlare di saper comunicare con clienti di diverse nazionalità! Vogliamo sperare che sappiate parlare almeno un pò di inglese. Almeno. Comunque sia, siete in Italia, e se lavorate in una località balneare, un minimo o anche un massimo di turismo straniero vi capiterà di averlo. Un buon motivo per approfittarne e allenare le vostre capacità linguistiche: LA MANCIA.
Non dobbiamo dirvelo noi che gli stranieri, specialmente russi, sono soliti lasciare qualcosa, come quelli che nel loro paese sono abituati a dare una specifica percentuale del conto al servizio, come gli americani, pertanto essere colui o colei che sarà in grado nel ristorante di poter parlare con questo genere di clienti avrà maggiori probabilità di fare cospicue mance.

7) Ecco parliamo di MANCE. Raramente mi capita di sentir parlare di ristoranti dove la mancia è di chi segue il tavolo. Oramai quasi tutti dividono tutto con la brigata (a volte solo di sala, sempre più spesso con la cucina). Rubare la mancia è la cosa più stupida che tu possa fare.
Evitalo. Qualunque necessità ti spinga oggi a intascare 10 euro, sappi che l’onestà dimostrata sul lavoro ripagherà sempre di più.
Per quanto riguarda la suddivisione in percentuali, per ranghi, per settori, se pensi che siano ingiuste…fattene una ragione. E’ inutile tanto fare battaglie sindacali dentro ad un locale dove lavorerai per 3 mesi. Il tuo guadagno cerca sempre di basarlo sullo stipendio, non sulle mance.

8) Lingue. E questa volta non parliamo di comunicazione verbale. Prima regola: non devi mai fornicare con un collega stagionale. No dai, seriamente, un conto è se è un posto fisso per entrambi, allora non ci permettiamo di limitare un amore all’infinito. Ma se siete due stagionali, aspettate la fine del contratto. C’è già tanta emotività e stress in giro in quei mesi, che nessuno ha voglia di vivere il dramma di Romeo e Giulietta anche dentro la trincea.
In compenso quando esci da lavoro avrai ogni settimana un buon riciclo di nuovi turisti/e mordi e fuggi, con i/le quali vivere esperienze di una notte.
Se sei già accompagnato/a tieniti stretto il partner, ed evita di rovinarti l’estate. Quando finirà l’estate scoprirai di essere ancora lo stesso di Maggio, e forse rivorrai le stesse cose di prima, anche se magari le guarderai con occhi nuovi.

9) Se ancora non ti è chiaro, sarà guerra, guerra vera. Se avrai fortuna (o sfortuna, dipende dai punti di vista) vivrai una di quelle stagioni dove massimo dormi 5 ore per notte, senza giorno di riposo e scoprendo quanto la frase “finchè c’è la salute c’è tutto” sia importante. Se sei cameriere imparerai che una giusta postura e camminata non solo ti rendono esteticamente meno goffo, ma potranno evitarti infiammazioni alla sciatica. Se lavori in cucina, i giusti integratori di sali minerali saranno compagni immancabili per evitare di fare danni in un’ambiente di lavoro dove stanchezza e sviste non si accompagnano bene a lame e fornelli.
Capiamo che alla fine di certe giornate di lavoro vorrai andarti a divertire anche per scaricare lo stress accumulato. Fallo! Perchè sennò rischi di esplodere nel momento meno opportuno. Ma non ti bruciare nemmeno in una notte da leoni, quella arriverà a settembre, non ti preoccupare.

10) Le attività che lavorano soprattutto durante la stagione estiva, vivono del guadagno fatto in 4 mesi. In quei 4 mesi il lavoro diventa sempre più pesante fino a portare tutti al limite. Il tuo datore di lavoro ogni estate si ritrova a dover cercare qualcuno per aumentare il numero dei dipendenti e la sua principale preoccupazione è avere personale esperto e che magari già conosca il suo locale. Vien da se che se al termine dell’esperienza avrai lasciato “il profumo” come si dice in gergo, probabilmente sarà la stessa direzione a cercarti per il prossimo anno.
A modo suo insomma, la stagione sa essere meritocratica, ma anche estremamente cinica e spietata.

Se proprio non pensate di ricordare tutti e 10 i punti, c’è sempre il consiglio molto spartano, ma sempre efficace che Paolo Villaggio dava alla sua brigata prima del servizio nel celebre CAMERIERI: “Non rompete i coglioni”.

Si può sembrare perentorio e forse sgarbato, ma se siete alle prime armi e nuovi in un posto, forse è ancora un buon consiglio.
La stagione è prima di tutto una competizione con se stessi che con gli altri, ma fate attenzione a non scambiarla per una corsa da 100 metri.
La stagione piuttosto è una maratona. Vince chi riesce a dosare le energie, non chi corre più forte.
Buona estate a tutti gli stagionali!

  1. Ai “nuovi” stagionali un consiglio: stare in mezzo a gente in vacanza in un bel villaggio al mare, un resort in montagna o una pensione al lago, non vi da diritto allo svago perché “un po’ di vacanze me le merito anch’io!”. Preparatevi a farvi il c…o senza (o quasi) pause. Le vacanze (tutti in baracca per giorni) sono finite quando avete finito la scuola!
    Per i “vecchi” stagionali il mio consiglio è diverso: ad un certo punto bisogna mollare! Sì, è vero, la stagione assicura un bel bottino… ma suvvia! è roba da ragazzini! 10 stagioni di fila non si possono fare! non vorrete mica finire per morirci?!?!
    Un ultima cosa: se non avete mai fatto una stagione estiva vi siete persi qualcosa. Cari ragazzi, se volete fare questo come professione DOVETE DAVVERO lanciarvi in questa avventura!

  2. QUESTIONE MANCIA: La mancia è di chi segue il tavolo, perchè dovrei dividere il mio saperci fare con il cliente con gente incapace di atteggiarsi e lavorare di simpatia e professionalità, presente nel locale solo per fare due soldi. Nessuno guadagnerà mai dal mio operato nel mio rango di competenza, se sei bravo te le fai da solo le mance nella tua zona…è come se due ristoranti si mandassero i clienti ognuno nel locale dell’altro: non accadrà mai.
    Se vuoi essere grande e guadagnare mance oltre al tuo stipendio, fallo nel tuo rango, nei tuoi tavoli, con me nessuno è mai riuscito ad ottenere parte delle mie mance e se la direzione acconsente a me sta anche bene. La direzione ha bisogno di gente preparata, i piagnoni bisognosi di far soldi alle spalle degli altri vanno e vengono ogni stagione, estiva e invernale…i migliori hanno sempre il lavoro e i professionisti pensano alle proprie tasche e al servizio al cliente.
    Figuriamoci dividere la mia mancia con personale di cucina che prende anche 2000 mensili… Vi dirò fessi in italia ci sono ma io sto con i lupi e nessuno guadagna sul mio operato extra al tavolo.
    Morale della favola invece di rompere i c…..xxxxi a chi guadagna ai propri tavoli, lavorate al vostro tavolo, fatevi meno canne o altro e imparate a lavorare o tornate a casa dai vostri genitori che vi hanno viziato.
    See y’all around fellas… go fu..ck yourself haters.. you’re all a bunch of fool rubbish into drugs.

  3. Si certo…come se la mancia (o meglio un favore o un attenzione in più verso il cliente ) dipendesse tutto da una persona.
    In questi ambienti vince il gruppo SEMPRE!
    da solo caro mio non si va lontani, si è tutti dentro e tutti ci si fa il culo con lo scopo di far stare bene il cliente.
    Sono pasticcere, lavoro in hotel ormai da un pezzo e ho sempre accettato TUTTE le richieste del cliente (o meglio del cameriere per sedurre il cliente verso la mancia) passando anche per richieste assurde, spesso last minute, … e indovina? In rare occasioni ho trovato persone che nel momento di intascare la mancia sono venuti da me, magari anche solo per dirmi grazie per l aiuto (e i soldarelli).
    Ma a me va bene, io non lavoro per le mance, sono contento di accontentare queste richieste (sono da na parte una sfida, soprattutto quando arrivano all improvviso).
    Ma lo fai…per passione, per la squadra.

    In questi ambienti non esiste l’io, come dici tu (“sono bravo a trattare i clienti”) forse non ricordi che magari anche i cuochi ti permettono di dare un attenzione in più al cliente che tu segui e con cui hai sicuramente più contatto, ma magari una torta di compleanno all ultimo, o un eventuale fuori menù, se la cucina non te li prepara (non fa il “sacrificio”) te non accontenti il cliente e la mancia non ti arriva (almeno per quelle occasioni, poi oh se il cliente ti lascia la mancia ben venga, è appagante).

    Quello che volevo esprimere in queste righe è che se in questi ambienti ci fosse più soategno e meno guerra tra tutti SI SPACCHEREBBE IL MONDO, purtroppo non tutti capiscono quanto sia motivante, efficace e potente il fatto di sentirsi TEAM.
    Questo tuo commento dal mio punto di vista è molto arrogante e angi team, della serie che se fossi un cuoco nella mia cucina, stai pure a casa.

  4. E’ tutto vero ma mi spiegate perché i migliori ragazzi sia di sala che di cucina stanno lavorando all’ estero? Senza parlare dei professionisti Maitre chef de rang o chef di partita

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