Comunicato Politico #00 – Progetto O.C.C.CA.

A Novembre abbiamo scritto il Comunicato Politico 01, parlando del WELFARE della RISTORAZIONE, ma a pensarci bene è necessario, era necessario, uscire con un Comunicato Politico (CP) numero ZERO che presentasse ufficialmente il PROGETTO O.C.C.CA.

Chi è OCCCA? Perchè l’ho creata e soprattutto dove intende andare a parare questa pagina?

Un’azione è spesso una reazione, una risposta a una serie di eventi che ti portano negli anni inevitabilmente a stufarti di una serie di condizioni che ritieni insopportabili.
Nella ristorazione di condizioni in tal senso ce ne sono un elenco sterminato.

Prima di avviare il progetto di O.C.C.CA., come risposta a questa necessità, mi sono chiesto perchè non ci fosse un’ente o organizzazione simile.

Nel mondo del lavoro in Italia spesso si trovano risposte in una parola: SINDACATO. Ma nella ristorazione italiana non esiste alcun sindacato.
Ci sono tutti i sindacati, buoni per andare a informarsi sulla richiesta di disoccupazione, a volte per fare vertenze. Ci sono alcune federazioni e associazioni, buone per l’organizzazione di alcuni eventi, o per la formazione autorevole in alcuni ambiti.

Niente però che abbia una natura organica e onnicomprensiva del nostro settore. Non esiste un ente preposto che informi, organizzi, tuteli, ma soprattutto SOSTENGA i lavoratori e addetti del mondo ristorativo in tutta la loro completezza e complessità.

Prima di avviare il progetto di O.C.C.CA., come risposta a questa necessità, mi sono chiesto perchè non ci fosse un’ente o organizzazione simile.
Sul fatto che la necessità fosse condivisa, dopo qualche anno di lavoro, mi è sembrato palese. Ma perchè se c’era tutta questa necessità nessuno è mai riuscito a realizzare qualcosa del genere, che fosse un GRANDE SINDACATO DELLA RISTORAZIONE o qualcosa di simile?

Il fatto è che non è stato un’assenza di possibilità, ma di volontà. Non esiste non perchè qualcuno non ci sia riuscito ma perchè a nessuno è mai interessato farlo.
“E perchè diamine?” – mi sono chiesto.
Se la vogliamo vedere in un’ottica di interessi, radunare tutto il comparto significherebbe avere l’associazione di lavoratori più grande del paese. Solo a livello politico avrebbe un peso enorme, per non parlare del peso economico.
Possibile che a nessuno interessi questa massa?
Ni.
Da una parte interessano eccome.
Cuochi in cima alla lista, per poi scendere verso pizzaioli, pasticceri, panificatori e infine barman, queste categorie sono negli ultimi anni divenute portatrici sane di ambassador e ottimi “venditori di pentole”. Nel vero senso della parola.
Tutti da casa possiamo trasformarci di volta in volta nel Cracco, Bonci o Bruno Vanzan di turno.
Il cameriere in questo gioco di ruolo resta fuori dalla porta.
Al massimo ci si cimenta nel vino dopo aver conseguito il primo livello da sommelier, ma non si avrà mai l’occasione di mostrare in casa l’abilità di prendere comande al tavolo, gestire il pass e l’inferno di un sabato sera in sala.
E di certo se tuo cognato rompe le scatole perchè voleva la tagliata ben cotta potrai certamente rispondergli come solitamente il cuoco risponde al cameriere che gli porta una comanda del genere…

Siamo usciti fuori tema. Insomma, il mercato da una parte è interessato ad alcuni elementi della ristorazione, ma non alla sua interezza.

Se nei singoli ambiti si riescono ad ottenere piccoli passi avanti (vedi per esempio il riconoscimento dell’ARTE DEL PIZZAIOLO NAPOLETANO da parte dell’UNESCO) dall’altra non si potranno mai affrontare alcune grandi tematiche senza riuscire a diventare prima una MASSA CRITICA.

O.C.C.CA. nasce per questo motivo. Riuscire a coalizzare TUTTI, non solo quantitativamente ma anche per tipologie, gli addetti ai lavori del mondo della ristorazione.

“Ok, ma quindi, una volta creata questa massa critica,
 quali sono gli obiettivi?”

A questa domanda più volta formulata, viene da rispondere che già definire chi siamo è un obiettivo abbastanza importante.

La questione “CArta”.
O.C.C.CA. sta per Ordine dei Camerieri e Cuochi alla CArta. Con questo nome intendiamo stabilire una netta differenza tra chi lavora nei ristoranti e chi negli hotel. Sul perchè ne parleremo in un prossimo Comunicato Politico (CP). Riteniamo non solo che esistano grandi differenze di merito, ma anche di metodo. Mentre il modo e metodo di lavoro negli hotel, studiato negli istituti alberghieri e mantenuto nei decenni in tutto il mondo resta invariato, i ristoranti vagano senza un vero modello univoco.
Pensate solo a quando andate a lavorare in un ristorante e il fatto che ogni volta dovete informarvi su come si prende la comanda, dove viene messa, quante copie vanno fatte, come chiamare i secondi, se dovete chiamarli, chi segue pane e acqua, come vengono scritte le comande, etc etc.
Ognuno fa a modo suo. Per non parlare poi dei veri e propri ruoli all’interno di sala e cucina che sono un continuo mix dei ruoli dell’albergo rivisitati di volta in volta, con relativa confusione.

La questione sociale. Nel primo CP abbiamo parlato del WELFARE della RISTORAZIONE e di come il mondo della ristorazione a suo modo rientri in una sorta di attivo servizio sociale, a volte anche di recupero.
Ma non c’è solo quello.

Pensate al TURISMO. Secondo voi nelle città turistiche italiane chi è il vero TURISM POINT? Quelli ufficiali o i ristoranti?
I turisti a chi chiedono continuamente informazioni su monumenti, orari bus, cartine e mappe? Da chi apprendono maggiormente i turisti informazioni su luoghi da visitare, tradizioni, enogastronomiche e non solo?
Anche di questo parleremo in un prossimo CP.

Come vedete iniziare a realizzare CHI SIAMO, è già di per se importante. In un secondo momento diventerà fondamentale spiegare all’esterno chi siamo, tanto ai clienti/cittadini, quanto allo Stato e le istituzioni che dovranno così relazionarci a noi non più solo per tasse e regolamenti (magari da rivedere insieme), ma anche per il valore aggiunto che già di fatto diamo, ma che potremmo aumentare se fossimo messi nella condizione di farlo.

Per fare questo bisogna avere un’idea perlomeno di come arrivare a questa massa critica. Il modo con cui organizzarci e identificarci come gruppo.
OCCCA nasce seriamente con l’idea, un po’ folle e forse utopistica di creare un’ordine del settore. Che questo possa essere un albo professionale o un’associazione questo bisognerà capirlo insieme.

Quest’anno avremo modo di poterci incontrare per discutere di questo.
Il primo appuntamento sarà al BIT di Milano, lunedì 12 Febbraio all’interno del BIT4JOB.

Vi aspettiamo.

  1. È da tanto che rifletto sul mio lavoro e sul ruolo che noi camerieri ricopriamo, ogni volta che firmo un contratto stagionale e leggo le “famose 6h e 40m” mi scappa un sorriso amaro pensando alle altre quattro non pagate o al giorno libero, alle ferie e buonuscita maturata…
    Ho scoperto OCCCA ridendo alle vignette che un mio collega postava su Facebook…ogni risata però finiva sempre con una riflessione.
    Se tutta la categoria si fermasse x un solo giorno a scelta tra 25 dicembre, 31 dicembre o 15 agosto?

Lascia il tuo commento