COMUNICATO POLITICO #02 – Il TURISMO e la RISTORAZIONE

Immaginate 2 bar identici.
Stessa offerta, stessa professionalità, stesso target. Uno in una qualsiasi città medio grande italiana, l’altro a Perugia durante l’Umbria Jazz. Secondo voi, quel giorno, chi incasserà di più?

Vi faccio un altro esempio.
Prendete 2 ristoranti identici.
Entrambi alle Cinque Terre in Liguria. Uno si trova a Monterosso, l’altro invece in prossimità della Via dell’Amore tra Riomaggiore e Manarola. Ipotizziamo ora che a causa di una frana la Via dell’Amore resti chiusa per 3 anni.
Quali dei 2 ristoranti lavorerà di più durante il periodo estivo?

Non capire che il nostro settore è estremamente legato al fenomeno del turismo significa salire in macchina per un viaggio senza avere idea nè della meta nè di quanta benzina ci sia nel serbatoio.

Il turismo in Italia genera quasi l’11% del PIL (indotto compreso), circa 166 miliardi di euro l’anno (dati 2016) e gli occupati nell’industria turistica sono quasi 2,6 milioni, ovvero circa il 12% della forza lavoro italiana.

L’Italia è il quinto paese al mondo più visitato con quasi 50 milioni di turisti l’anno. Al primo posto la Francia con oltre 80 milioni. Seconda gli Stati Uniti con circa 75 milioni.
Considerando la grandezza dello stivale rispetto gli altri 2 stati possiamo ritenerci già soddisfatti dell’ottimo risultato.
Ma non basta. Non basta proprio per niente.

Sui circa 36 miliardi di euro spesi solo dai turisti stranieri nel 2015, il solo Veneto, con circa 5,2 miliardi, ha incassato tanto quanto l’intero Meridione. Questo ci da già un’idea del potenziale ancora non espresso nel nostro paese, sia per quantità che per qualità.

Il problema più grande a nostro avviso in Italia è che nei tavoli di discussione e organizzazione di tutto quello che concerne il TURISMO, in questo paese, manca sempre uno se non il soggetto principale: LA RISTORAZIONE e tutte le aziende che ruotano attorno il mondo HO.RE.CA.

Ma mentre noi non abbiamo voce in capitolo, siamo a tutti gli effetti la voce del turismo in Italia.
Vi faccio un’altra domanda (rivolta in particolare a chi vive e lavora in zone turistiche):
Quante volte vi è capitato di dare informazioni e indicazioni di vario genere a persone venute da fuori? Italiane o straniere che fossero.
A quanti vi è capitato di raccontare la storia di una ricetta, del borgo in cui vi trovate, del monumento che si vede dalla vetrata del vostro ristorante?
Quanti di voi hanno mappe e cartine per orientarsi nella vostra città?
Quanti turisti usufruiscono dei vostri servizi? E per servizi intendiamo il bagno.
Quanti turisti grazie a voi scoprono di eventi e attività che non erano state sufficientemente comunicate, pubblicizzate, mal esposte?
In quanti dei vostri locali permettete di lasciare volantini, flyer e locandine appese sulle pareti (che voi o i vostri dipendenti poi prevvederanno a staccare e ripulire dello scotch che resta attaccato nelle calde giornate d’estate?)

Quindi vi faccio un’ulteriore domanda:
Chi è in Italia il vero PUNTO DI INFORMAZIONE PER TURISTI?

Un turista viaggia alla ricerca di tante cose: arte, mostre, monumenti, paesaggi. Ma alla fine sempre dovrà dormire e mangiare, qualunque sia lo scopo del suo viaggio e si da il caso che in Italia non si mangia nè beve così male, tanto che questa a volte diventa la vera esperienza per molti viaggiatori.

E non è solo un modo di dire.
Al TTG di Rimini dello scorso anno vennero tirati fuori i seguenti numeri:
– 343 ristoranti stellati in Italia
– nel 2017 per questi ristoranti fatturato di circa 300 milioni di euro
– 364 milioni di euro generati per indotto sul territorio tra acquisti e pernottamenti.
Viene da se che ogni ristorante stellato, in media, produce in Italia un indotto di circa 1 milione di euro ciascuno.
Molti musei non possono dichiarare la stessa cosa.

Come è possibile allora che non esista un rapporto tra noi e un’istituzione? Tra l’altro ad oggi assente visto che il Ministero del Turismo è attualmente non esiste.
C’è il MIBACT, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo che però non è esattamente un Ministero votato a lavorare a 360° sul comparto turistico, bensì su materie di tipo museale, dal carattere artistico e culturale.
Utilissimo ed essenziale. Ma riquotiamo il dato espresso qualche rigo sopra: 2,6 milioni gli occupati nell’industria del turismo. Circa il 12% della forza lavoro italiana. Quasi l’11% del PIL. Questi numeri, questo fenomeno, chi lo gestisce? Chi lo amministra, e soprattutto, perché non siamo chiamati in causa?

Dovremmo. Per il nostro interesse, ma anche per l’interesse della comunità.
Perchè se venissimo messi in condizione di operare, comunicare, interagire e lavorare assieme ad un podotto turistico vincente e condiviso, ne gioveremmo noi, il nostro lavoro, i nostri imprenditori e dipendenti, ma soprattutto l’indotto (che potenzialmente nel nostro settore è infinito. Tutto ruota intorno al cibo) e infine l’intero Paese.

Per poter raggiungere questo obiettivo però, i primi a dover essere consapevoli di questo ruolo da protagonisti nel turismo dobbiamo essere proprio noi.
Siamo i primi ad avere un interesse economico verso la tutela di paesaggi e beni culturali.
Se un festival artistico muore, ci rimettiamo.
Se una frana danneggia un bel paesaggio e questo non viene ripristinato, ci rimettiamo.
Se un monumento viene distrutto, imbrattato, deturpato, i primi a rimetterci siamo sempre e comunque noi.

Ogni anno si tiene a Milano l’evento più importante legato al mondo del turismo. Parliamo del BIT, la Borsa Internazionale del Turismo che quest’anno si terrà da domenica 11 Febbraio a Martedì 13.
Noi di OCCCA saremmo presenti lunedì 12 Febbraio assieme ad altre associazione e federazioni del settore HO.RE.CA. presso l’area del BIT4JOB per discutere di questo argomento e per iniziare a far sentire l’importanza della nostra presenza in questo settore.
La partecipazione è aperta e l’ingresso gratuito.

Ti aspettiamo.

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