BURNOUT

Ti svegli che hai già sonno.
Vai a letto che non hai sonno.
Dormi male. Quel dolore alla schiena.
Dovresti fumare meno, lo sai già questo.
E poi quegli shot e le birre prima di rientrare a casa. Inevitabile poi l’ultima sigaretta prima di coricarti, con il cellulare in mano, evitando di continuare a pensare alla giornata, scorrendo sullo schermo quello che, della giornata ci siamo persi.
Quell’insistenza poi nel cercare di svegliarti presto, per poter sfruttare al meglio la giornata. E ti svegli di merda comunque.
Che poi gli altri come fanno?
Ma a loro fa male la schiena?
Di certo che non fanno tutte le lavastoviglie che faccio io.
Che poi non è nemmeno una questione fisica.
Gli acciacchi ce li abbiamo tutti.
Il problema è che non vedo un’uscita. Uno stipendio a casa lo si porta sempre, ma è quel non riuscire a mettere un piede davanti all’altro e darsi una direzione.
Chi sarò da qui a 1 anno? 10 anni? 20 anni?
Un figlio si potrà fare? Come faccio con il lavoro?

Nemmeno li faccio questi pensieri in maniera logica.
Mica mi metto a letto e comincio a pensare al futuro.
Ormai manco ci penso. Se ci penso è peggio.
Penso agli ordini che arrivano domani. Quindici cartoni di prosecco. Dico…QUINDICI! Dove me li metto?
Ho fatto spazio 2 settimane fa ed è già un casino il magazzino!
C’è da preparare la linea ogni fine settimana per l’evento del venerdì e sabato ma sono l’unico che il giovedì fa spazio nei frigoriferi. E puntualmente andiamo in merda se non mi fermo quella mezz’ora in più ad avvantaggiare qualcosa.
Però si incazzano se fai 5 minuti di ritardo!
E quando resti ogni giorno 15 minuti in più?
Io il contratto glielo farei a tutti, ma hai idea di quanto mi costa?
Ci parlo con il commercialista ogni mese e siamo sempre al punto di partenza. Alza i prezzi. Togli questo. Fai così. Ma mica ci sta lui nel ristorante. E poi vengo a sapere sempre tardi le cose. Da solo non posso gestire tutto, è normale che poi qualcosa te la perdi, come l’anniversario…anche quest’anno.
Alla fine mi sono salvato in corner ma caro mi è costato!
Fai un regalo di ripiego e mentre fai felice qualcuno pensi a dove recuperare quello che hai speso.

RIDI.
Devi sempre avere il sorriso stampato in faccia.
Menomale! Una costrizione piacevole. Se non fosse per questo lavoro, la mia passione, mica sarebbe sempre facile andare avanti.
O forse si?
Non lo so.
Che ore sono?
Che dice la sveglia?
…ma perché l’ho guardato!
Adesso ho l’ansia che ho poche ore di sonno e che l’ansia stessa potrebbe farmi passare il sonno.
Che vita di merda.
Che lavoro di merda.
Adoro il mio lavoro.

BURNOUT.

Qui finisce il testo ad effetto.
Se leggendo ti sei ritrovato in quel misto di frenesia e angoscia, alti e bassi, delitto e castigo, bianco e nero, se a tutto questo pensi sia giunto il momento di dare una spiegazione e capire se – “HOUSTON WE HAVE A PROBLEM!” – allora ti invito a partecipare quest’anno al BIT di Milano, lunedì 10 Febbraio.
OCCCA sarà presente allo stand del BIT4JOB assieme ad un team di psicologi del lavoro per far chiarezza sul tema del BURNOUT nel mondo della ristorazione.
Buonanotte.

  1. Hai ragione con tutto l’amore per il nostro lavoro e’ proprio tutto vero.
    Eppoi per far star bene e far felice altre persone trascuriamo noi stessi e la nostra stessa vita,avvolte sembri che annulliamo proprio la nostra esistenza.buon pensiero positivo

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