Odio et amo

Potremmo stare qui a sentenziare se sia giusto o meno che in cucina si viva spesso un vero e proprio regime dittatoriale/militare, fatto di nonnismo, fatto di gerarchie non solo stabilite da esperienza e ruoli, ma a volte da semplice permanenza nel locale.
l'aiutocuoco - schizofrenia - Vignetta fb
“Lavoro in questa cucina da 6 anni, e mi vuoi venire a insegnare come si fanno le cose?”
La realtà è che il mondo della ristorazione è al tempo stesso un mondo legato a volte terriibilmente a queste logiche, ma al contempo estremamente meritocratico. Chi sa fare e ha voglia di fare, prima o poi emergerà, non per gli anni di servizio, ma per quello che è capace di fare e di dare.

“Chi sa fare
e ha voglia di fare
prima o poi emergerà”

Aspettando che questa storia abbia il suo lieto fine, l’aiuto cuoco vivrà durante le sue prime esperienze (che possono durare svariati anni) il solito ciclo del sabato sera, dove prima capirà quanto è difficile gestire una brigata e una linea capace di sopperire al doppio dei coperti fatti la sera prima, stimando quel bastardo a capo di tutta la cucina.
Durante il servizio sarà probabile un errore da parte di tutti, compreso il nostro aiuto cuoco che verrà vessato per la sua incapacità.
A fine servizio, il cuoco, memore di quanti errori abbia commesso anche lui in passato, probabilmente offrirà una birra ai suoi bruciapadelle, così come a sua volta, chi era stato il suo chef aveva fatto 20 anni prima con lui.

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