Regalati Londra

Mi chiamo Diego faccio il cuoco da circa 16 anni e mezzo e non sono ne il piu bravo ne il peggiore.
Parto così senza troppi convenevoli, per parlarvi di una problematica, le scuole di cucina e la moda che ne comporta, diciamo che tutto questo parlare di chef di stelle e di cucina è un arma a doppio taglio, ha portato un po di cultura del mangiare e della buona tavola ma ha anche portato tanta gente a pensare di saper fare un lavoro che non ha nemmeno idea di cosa comporta.

Solo se questo lavoro ti appassiona,
riesce a colmare
il vuoto che potrebbe lasciare

Turni di lavoro infiniti, lavorare quando gli altri festeggiano e vita privata complicata oltre che luoghi comuni, purtroppo, sono anche la verità di un lavoro che solo se ti appassiona riesce a colmare il vuoto che potrebbe lasciare. Certo perchè, anche questo è un luogo comune, il cuoco lo fai solo se hai passione e voglia di metterti alla prova tutti i giorni tutto il giorno, e purtroppo un corso di 3\4 mesi non forma uno chef.
Io dopo tutti questi anni non mi sento arrivato e affronto il lavoro con umiltà perche ogni giorno si imparano cose nuove, la cucina si evolve, si mettono in campo nuove tecnologie e nuove materie prime.



Per questo io consiglio a chiunque esca da un corso di cucina o da una scuola alberghiera, oltre che una buona dose di umiltà e testa bassa che non va confuso con servilismo, un’esperienza di lavoro a Londra.
Un anno nella capitale della Regina, sarebbe la cosa migliore che potreste regalarvi per il vostro futuro da chef.
Ci sono mille agenzie che vi troveranno colloqui di lavoro poi sta a voi trovare il posto più congeniale alle vostre aspettative.
Regalati Londra OCCCA.it
Io personalmente ci sono stato quando avevo poco piu di venti anni. Quello è stato un anno duro di lavoro, di sfide continue dove sai che ce ne sono mille fuori a volere il tuo posto e devi dare il meglio per mantenertelo e quando lo chef ti dice bravo (se te lo dice) ti senti soddisfatto. Dove si impara a lavorare in brigate grandi e articolate, dove il cliente giudica il tuo lavoro in maniera oculata decidendo , solo se è stato bene, di lasciare il “service charge” che sarebbe il pagamento del servizio, altrimenti un “complain” (lamentela del cliente) che farà saltare sui banchi lo chef, pronto a mettere in riga l’intera brigata.

Non c’è cosa più bella,
di un cliente che esce appagato
dopo aver mangiato
ciò che avete cucinato

Ripeto un’esperienza di lavoro a Londra è quello che piu vi formerà non tanto per le cose che cucinerete ma per il metodo di lavoro e le tecniche.
Questo naturalmente è la mia personale visione di questo variegato mondo che è la ristorazione.
Ultima cosa puntate in alto, sempre, ma ricordate che gli stellati sono pochi, e non tutti andrete a lavorare lì. Che lavoriate in un tre stelle o in una trattoria di paese, l’unica cosa che dovete sapere è che non c’è cosa più bella, di un cliente che esce appagato dopo aver mangiato ciò che avete cucinato.

  1. Bravissimo, io sono una cameriera, ma ho anche imparato tutti i lavori che la ristorazione e l`hotellerie comporta, potrei gestire una mia azienda( cosa che ho gia`fatto) , comunque concordo con tutto cio`che hai detto. Ci vuole passione e voglia di imparare , un lavoro ben fatto ti fa capire che hai scelto la strada giusta!

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