Finalmente abbiamo un CONTRATTO! | OCCCA.it

Finalmente abbiamo un CONTRATTO!

Non sembra vero ma è successo!
A Bologna è stato firmato il primo accordo in Europa per regolare il lavoro tra operatori, sindacati, aziende e istituzioni!
La CARTA DI BOLOGNA fissa in dodici articoli gli impegni per i quattro punti più delicati:

Primo: la paga. Il documento impone di “garantire un compenso orario fisso equo e dignitoso“. Quanto, in soldoni? “Non inferiore ai minimi tabellari sanciti dai contratti collettivi di settore“, sottoscritti da Cgil, Cisl e Uil. Di fatto un rimando ai contratti nazionali finora svicolati dalle aziende.

Secondo: tutele e garanzie. Ai lavoratori devono essere versate indennità per “lavoro notturno“, festivo o “in condizioni meteorologiche sfavorevoli“. E in casi di maltempo estremo, la carta riconosce inoltre il “diritto di non eseguire la prestazione“, senza penalità. La carta aggiunge l’obbligo di assicurazioni e vieta forme di discriminazione per chi non da la disponibilità ai turni. Infine impone che il licenziamento possa avvenire solo per giusta causa.

Terzo: trasparenza nei contratti, specie per venire incontro ai più giovani che con queste aziende instaurano il primo rapporto di lavoro. Devono inoltre garantire il “diritto al conflitto” (sciopero) e alle assemblee sindacali, per le quali il Comune offrirà spazi gratis.

In un mese e mezzo la carta ha raggiunto il traguardo iniziale. Prima la firma con i lavoratori, rappresentati dal sindacato e dai confederali, Cgil, Cisl e Uil.

In aggiunta Bologna si è alleata con Milano per portare il dossier al tavolo dell’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci). “Vogliamo costruire un’iniziativa comune da portare in Anci“, dichiara Cristina Tajani, assessore al lavoro del Comune di Milano. Fare rete potrebbe spingere anche le aziende più reticenti a siglare l’accordo.
Segnali arrivano anche da Roma e Torino.

Incredibile vero?
Chi l’avrebbe mai pensato che saremmo finalmente giunti a una simile rivoluzione nel settore ristorativo!
Finalmente i diritti di camerieri e cu…ah no.
Aspetta.

Ci siamo confusi, cioè, è tutto vero, solo che quanto avete letto finora riguarda i fattorini delle piattaforme di consegna del cibo. Avete presente no? Quelli delle app, che tu li chiami e ti portano la pizza, il sushi, e tante altre cose direttamente a casa.
Ecco di loro si parla. Per loro sono stati realmente raggiunti li accordi di cui sopra.
Eggià…
Pensate, un lavoro nato da pochi anni (nella formula così strutturata come oggi la conosciamo) e già sono riusciti ad ottenere attenzioni da parte di sindacati, reti di collaborazione tra grandi città e future iniziative con l’ANCI!

E noi? Noi niente. Per ora, mentre quelli che consegnano cibo sue due ruote vedono riconoscere i loro diritti, noi restiamo “a piedi”.

Qui trovate il link alla notizia vera e completa.

  1. Caro Marco, comprensibile l’ironia finale – davvero, la comprendo appieno! C’è da dire che però, chi lavora in ambito turistico-ristorativo ha un contratto parecchio “inutile” ed a volte nemmeno viene proposto, però almeno c’è! Questi digraziati si prendono 2,50€ a consegna, ma senza infortunio, assicurazione e via dicendo.. nella ristorazione i contratti son confusi, ma almeno ci sono.. arriverà anche per noi il momento di un contratto più dignitoso.. si spera!
    Ti auguro un buon lavoro ed una buona serata!

    Ilaria

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