Tutto andrà bene

Il panico ci sta fottendo.
Non è il Coronavirus.

Quanti di voi hanno mai lavorato nei catering?
Non hai mai lavorato in un catering se non ti è successo di dover disallestire completamente la sala esterna per il pranzo a causa di una timida pioggia, per poi al termine del buffet di aperitivo, riapparecchiare nuovamente l’esterno perché:
“La sposa desiderava tanto tagliare la torta all’aperto! E poi ormai non torna più a piovere…”

Ma parliamoci chiaro, scomodando Il Corvo ed Eric Draven nella sua memorabile frase “Non può piovere per sempre”, possiamo dire che “Non saremo infettati per sempre”.

Ciononostante ci vengono richiesti enormi sacrifici.
Sicuramente sacrifici a cui non eravamo preparati, ma quando mai lo siamo stati?

Per quanto siamo maniacali con la nostra mise en place, con il nostro ordine mentale e i nostri disturbi ossessivi compulsivi da tovaglie dritte e posate contate di riserva, siamo forse una delle categorie di lavoro più preparate all’adattamento.

Niente consumazioni al banco.
Un metro di distanza tra i commensali.
Amuchina e similari a portata di mano. Letteralmente.
Cambio disposizione tavoli in sala.
Personale ridotto.
Personale in attesa di conferme per la stagione estiva alle porte.
Ed ora, mentre sto scrivendo LOCK DOWN TOTALE.
CHIUSO TUTTO!

Seriamente, quante di queste contingenze sono per noi novità?

Abbiamo affrontato un totale sconvolgimento del sistema di prevenzione sanitaria 20 anni fa passando dal libretto sanitario al sistema di autocontrollo e formazione HACCP.

Abbiamo imparato a confrontarci con SIAE, pompieri e consulenti della sicurezza per riorganizzare gli spazi del nostro locale in base alle affluenze e agli eventi che prima eravamo abituati a organizzare senza alcun criterio di sicurezza e conformità.

L’amuchina ci fa solo sorridere se pensiamo a tutti i prodotti con certificato di PRESIDIO MEDICO CHIRURGICO con i quali abbiamo riempito l’armadietto dei detersivi.

Siamo costantemente in trasformazione con i nostri dehor, spazi convertiti in base a norme su entrata e uscita dello sporco, antibagni, accesso per disabili, porte antipanico, antincendio.

Abbiamo affrontato 2 anni la cancellazione dei sistemi voucher a ridosso della stagione estiva, con l’incombenza di una bella stagione che tardava ad arrivare, nella totale insicurezza di come saremmo partiti, come avremmo gestito il boom di ferragosto e quale garanzie dare per chi avesse cercato un contratto almeno fino alla fine di settembre.

Per poi scoprire che ad ottobre ci serviva ancora la brigata al completo nei fine settimana!

Certo, per ognuna di queste emergenze abbiamo avuto dei tempi di gestione più o meno lunghi. Questa volta sta succedendo tutto insieme e ad una velocità che non eravamo abituati a sostenere.

Da oggi poi la novità assoluta per tutti.
Tutto chiuso. Per la prima volta, probabilmente della storia della Repubblica Italiana, tutti i camerieri, cuochi e operatori del mondo HO.RE.CA. sono tutti a casa! Chi lo avrebbe mai pensato?

Abbiamo reagito da subito a questa emergenza con un motto: #tuttoandràbene
Secondo qualcuno è un’utopia eccessiva e dovremmo preoccuparci. Certo che dobbiamo preoccuparci, i problemi non si risolvono ignorandoli, ma è qui la differenza che si vedrà tra chi fino a ieri “ha fatto il cameriere, e chi è cameriere”

Ce la faremo, perché ce l’abbiamo sempre fatta.
Preoccupatevi come vi preoccupate durante un servizio di sabato sera che sta andando in merda, ma con la stessa fermezza e tranquillità di chi sa che domani un nuovo servizio arriverà.

Siamo OCCCA, il nostro simbolo è una papera:
“Calma sulla superficie dell’acqua,
e sotto, con le zampe sempre in movimento”

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