La prima mappatura degli effetti del Coronavirus nel mondo della ristorazione

 

Serve creare al più presto un tavolo di lavoro con tutte le associazioni di categoria del nostro settore assieme al Governo.
Questa deve a tutti i costi diventare una priorità.
Se per anni, decenni, forse da sempre è stata un’esigenza rimandata, ora è diventata un’incombenza dalla quale non possiamo più tornare indietro.

Il Governo Italiano in questo momento si trova a gestire un’emergenza che non ha precedenti se si considera il diverso momento storico rispetto ad un passato in cui certamente altre epidemie hanno colpito il nostro paese e il mondo intero.

Se da una parte la scienza e il sistema sanitario permettono di contenere e guarire più efficacemente le persone colpite dal virus, dall’altra parte c’è un mondo globalizzato dove gli effetti di una quarantena stanno mettendo in ginocchio nel giro di poche settimane l’intera economia di un paese, il nostro.

Tutti hanno le loro richieste e necessità da sottoporre al governo e noi come al solito ci sentiamo lasciati in disparte.

Il problema però è che il Governo non ha attualmente uno o più soggetti capaci non solo di interagire con i vari ministeri, ma soprattutto non vi è una voce corale capace di coordinare il nostro comparto che ricordiamo è composto da oltre 300mila attività sparse su tutto il territorio e composto da oltre 1 milione di addetti del settore.

Confcommercio, Fipe, Federazione Italiana Cuochi e tutte le altre associazioni di categoria, in questo momento possono solo fare da tramite a quelle che sono le scelte prese dal governo e dare consigli su come applicarle al meglio.

Ma non basta. Questo è evidente a tutti.

Non basta perché manca una rete organizzativa capace di dialogare, confrontarsi, elaborare e poi stabilire una strategia condivisa.

Di certo non è la voglia di sacrificarci che manca, ma il sacrificio senza uno scopo ci rende più martiri che ricostruttori di un tessuto economico sociale, che in queste settimane si sta lacerando giorno dopo giorno, restrizione dopo restrizione.

In questa ultima settimana sulla pagina di OCCCA le testimonianze sono state centinaia e quello che emerge non è la gravità della contingenza in sé, quanto il non sapere cosa accadrà e come ci si dovrà comportare:

– se resto chiuso un mese come faccio con gli affitti e gli stipendi?

– come gestire gli eventi e gli appuntamenti in calendario che dovrò rinviare? Ci sono attività che passano settimane a costruire una rete di eventi in collaborazione con altri locali al fine di non “pestarsi i piedi a vicenda”. E ora che facciamo? Tutti gli appuntamenti a Giugno?
Sembra inverosimile passare da un periodo di quarantena a un periodo di – “Tutti fuori che la festa è iniziata!”

– come posso confermare le assunzioni per la stagione estiva se tutto il lavoro di Aprile e Maggio era sostenuto da tour operator esteri che hanno in massa disdetto tutte le prenotazioni? Ammesso che da Giugno lavorerò con il turismo italiano, fino a Maggio cosa faccio? Troverò ancora personale a Giugno?

Potremmo riempire un libro di esigenze dalle più piccole e marginali alle più grandi e impellenti.

In tutto questo serve un intervento da parte del Governo, ma la sensazione che abbiamo non è che lui ci ignori, ma che non sappia esattamente chi siamo e di quale entità sia il problema che stiamo affrontando.

Visto che di chiacchiere ne abbiamo lette fin troppe, abbiamo deciso di fare un primo semplice passo e, assieme al vostro aiuto, stilare una MAPPATURA DEGLI EFFETTI DEL CORONA VIRUS NEI RISTORANTI, ALBERGHI E BAR ITALIANI, così da poter dare sia al governo che alle associazioni di categoria qualcosa di tangibile da cui iniziare.

Per trovare delle risposte, occorre sapersi fare le giuste domande, e per farsi le giuste domande bisogna conoscere il problema.

Clicca sull’immagine in basso per aprire il questionario.

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